Chagall all’opera – Un prestito eccezionale al museo dal 2 maggio al 21 settembre 2026

Nel biennio 2022-2023, Bella e Meret Meyer, nipoti di Marc Chagall, hanno permesso l’ingresso di 141 opere del nonno nelle collezioni nazionali grazie a diverse donazioni al Museo Nazionale d’Arte Moderna, Centre Georges Pompidou.

Presentata per la prima volta a Parigi nel 2023-2024, la collezione di opere è ora giunta al Musée National Marc Chagall, dove è allestita in due parti. L’esposizione mette in luce la ricchezza e la diversità del lavoro di Chagall e offre un percorso attraverso quattro sezioni.

I quarantuno schizzi e modelli per il soffitto dell’Opéra Garnier, inaugurato nel 1964, illustrano il processo creativo di una delle commissioni pubbliche più ambiziose di Chagall. L’artista concepì inizialmente la sua composizione in termini di ritmi cromatici, per poi incorporare un’iconografia che rendeva omaggio ai grandi compositori che ammirava e alla città di Parigi, dove si stabilì nel 1923.

Un secondo gruppo di opere comprende i sessantaquattro bozzetti per i sipari e i costumi del balletto L’uccello di fuoco, sulle musiche di Igor Stravinsky, riproposto dal New York Ballet Theatre nel 1945 con le coreografie di Adolph Bolm e poi, nel 1949, di George Balanchine. Qui, Chagall esplora la monumentalità nella sua pittura e il movimento dei corpi sul palcoscenico.

Infine, le dodici ceramiche e sculture, seguite dai ventiquattro collage, rivelano l’incessante curiosità dell’artista per le nuove pratiche artistiche tra gli anni ’50 e ’70. Il suo lavoro con l’argilla e la pietra iniziò nel 1949, quando si stabilì a Vence e conobbe Serge Ramel, Suzanne e Georges Ramié e Lanfranco Lisarelli. Successivamente, tra il 1960 e il 1970, sviluppò la pratica del collage utilizzando carta e stoffa ritagliate. L’artista considerava queste opere sia come studi per progetti monumentali sia come pure esplorazioni formali.

Mostra organizzata in due parti, con rotazione delle opere, dal 7 febbraio al 17 maggio 2026, e poi dal 23 maggio al 21 settembre 2026.

Ufficio del Turismo di Nizza

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